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Villa Pollini

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Villa Pollini
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Descrizione

Villa Pollini sorge ai piedi del colle di San Michele e deve il suo nome al conte Gaetano Pollini, ricco commerciante di grano trapiantato in Sardegna ma di origine ligure, che la fece costruire nel 1812.

L'edificio fa parte di un piccolo nucleo urbano comprendente una cappella, dedicata all'Immacolata, oggi distrutta, i locali per l'attività agricola e per il personale. La facciata, in stile neoclassico, ha uno sviluppo orizzontale con una tripartizione sottolineata da due corpi laterali avanzati timpanati e da un corpo centrale curvilineo, in cui si apre un bel portale affiancato da colonne e sovrastato da un balcone. Di fronte si sviluppava un ampio giardino all'italiana, di cui restano alcune palme e la vasca di una fontana circolare, mentre sul retro un vasto cortile ospitava gli ambienti destinati alle attività agricole.

I diversi proprietari che, dopo i Pollini, hanno abitato la villa, tra cui Francesco Zedda Piras, che in onore della consorte, la chiamò Villa Doloretta, hanno certamente modificato la disposizione interna originaria, di cui non sono rimaste testimonianze.

Acquisita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dopo i lavori di restauro, dal 2007 è sede operativa della Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano.

Indirizzo
Via Edward Jenner, 3
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Villa Pollini

Villa Pollini

Via Edward Jenner, 3

Fascia età
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Villa Pollini

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Villa di Tigellio

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Categoria/Sottocategoria
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prezzi
prezzo
€2.00
Descrizione
Intero
prezzo
€1.00
Descrizione
Ridotto (Studenti fino ai 26 anni - Gruppi di almeno 15 persone - Over 65)
orari
chiusura
Giorno/i di apertura
Descrizione
Temporaneamente chiuso.
in data singola
No
Descrizione

Tra i più' importanti siti archeologici della Sardegna, l'aristocratica Villa di Tigellio attesta l'estensione dell'antico insediamento romano nella parte occidentale della città.

Il complesso, situato nella via che prende il suo nome, è noto con il nome di Tigellio, un famoso poeta e cantore, vissuto durante l'età Augustea in epoca Romana. E' in realtà un elegante quartiere residenziale di epoca romana sorto nel I secolo a.C., costituito da tre domus.

L'interesse intorno al complesso archeologico di Tigellio incominciò nella seconda metà dell'800 quando venne rinvenuta, all'interno di documenti, che vanno sotto il nome di "Codici d'Arborea", una presunta biografia del dotto musico sardo Tigellio, che avrebbe acquistato terreni nella zona dell'Anfiteatro per costruirvi la propria lussuosa dimora. La prima serie di indagini archeologiche ad opera del canonico Spano portarono alla luce parte di alcuni ambienti che, per il notevole utilizzo di stucchi di rivestimento, lo Spano medesimo denominò Casa degli Stucchi. L'attività degli scavi proseguì negli anni '60, con il Soprintendente alle Antichità della Sardegna, Gennaro Pesce: emersero un'altra domus, denominata Casa del Tablinio Dipinto, ed un edificio termale, il cui pavimento in mattoni laterizi, testimonia il probabile alloggiamento delle suspensurae del calidarium termale.

In conclusione, l'analisi delle strutture rinvenute, unitamente al recupero dei materiali ceramici, offrono, per l'area di Tigellio, un panorama cronologico compreso tra l'età repubblicana e il VI-VII secolo d.C.

Indirizzo
Via Carbonazzi, 7
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Villa di Tigellio

Villa di Tigellio

Via Carbonazzi, 7

Fascia età
Fuori Cagliari
No
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peso
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Indirizzi email
info@beniculturalicagliari.it
Comune
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Villa di Tigellio

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Villa Congiu-Patarozzi

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Villa Congiu-Patarozzi
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Descrizione

L'armoniosità della facciata e l'uniformità delle aperture mettono in evidenza l'aspetto  austero dell'edificio. Sul tetto del palazzo una statua raffigurante un angelo torreggia  su  una ridondante decorazione. La parte centrale è messa in risalto da un ornamento a fasce orizzontali poggiante su uno basamento di pietra di dimensioni irregolari.

Indirizzo
Corso Vittorio Emanuele II, 437
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Villa Congiu-Patarozzi

Villa Congiu-Patarozzi

Corso Vittorio Emanuele II, 437

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Villa Congiu-Patarozzi

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Torre Tedeschina

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Torre Tedeschina
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Descrizione

La Torre Tedeschina è situata nel versante occidentale del quartiere di Castello.

Edificata nei primi anni del XIV secolo, fu chiamata così in quanto era presidiata da mercenari tedeschi, che risiedevano nell'antica roccaforte di Castel di Castro già dal 1314.

Restaurata nel 1376 dopo l'assedio alla città di Mariano IV d'Arborea, nel corso del XVI secolo fu inglobata da Rocco Cappellino nel Bastione della Concezione. Durante questi lavori, la torre, che in origine misurava tra i 10 e i 12 metri di altezza, fu abbassata e munita di cannoniere.

I mattoni in cotto visibili testimoniano gli interventi di restauro avvenuti nel corso dei secoli.

Indirizzo
Via Fiume
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Torre Tedeschina

Torre Tedeschina

Via Fiume

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Torre Tedeschina

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Torre Spagnola o di Mezza Spiaggia

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Torre Spagnola o di Mezza Spiaggia
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Descrizione

La Torre Spagnola, nota anche come Torre di Mezza Spiaggia, si trova lungo l'arenile della spiaggia del Poetto, poco distante dalla struttura dell'ex Ospedale Marino, nel Comune di Cagliari.

La sua edificazione risale al XVI secolo, quando gli spagnoli decisero di fortificare l'intera costa della Sardegna per proteggersi dalle incursioni provenienti dal mare. 

Le altre Torri sono: la torre del Poetto e la torre di Sant'Elia, sulla Sella del Diavolo, quindi verso ovest; mentre guardando verso est troviamo la torre di Carcangiolas (ridotta oramai a rudere), e le torri di Foxi, la torre di Cala Regina e la torre di Su Fenugu nella località di Torre delle Stelle. 

In epoca spagnola, quasi tutte queste torri, col cielo sereno erano facilmente visibili l'una dall'altra, rendendo agevole e tempestiva la comunicazione tra esse in caso di attacchi degli incursori.

La struttura della Torre di Mezza Spiaggia è in pietra calcarea, di forma tronco-conica, con una altezza di circa otto metri ed un terrazzino al quale si accedeva dall'interno.

Indirizzo
Spiaggia del Poetto - pressi vecchio Ospedale Marino
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Torre Spagnola o di Mezza Spiaggia

Torre Spagnola o di Mezza Spiaggia

Spiaggia del Poetto - pressi vecchio Ospedale Marino

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Torre Spagnola o di Mezza Spiaggia

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Torre Franca

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Torre Franca
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La Torre Franca (o torre Passarina), con la sua gemella Tedeschina, chiudevano il fronte nord di Castello. Oggi è visibile, solo in parte, nella piazza Arsenale, sul lato destro del Palazzo delle Seziate, e nel Viale Buoncammino, sulla sinistra, svoltando da Porta Cristina.

Costruita nel XVI secolo, era usata come Torre delle munizioni ma, nel 1575, per le modificate esigenze difensive, venne abbassata e assorbita, assieme alla Tedeschina, nel Bastione della Concezione; una cortina la unì alla Porta dei Cappuccini (presso l’attuale Porta Cristina), dando origine a quella che sarebbe poi diventata Piazza Arsenale.

Verso la fine del XVII secolo fu costruito il Palazzo delle Seziate nello spazio sino ad allora occupato dalla cortina muraria e, nel 1839-40 il Palazzo, poco prima sopraelevato di un piano, finì per inglobare la torre, rinominata, allora, Torrione delle Seziate.

Negli anni ’80 è stata anch’essa oggetto del restauro che ha interessato Piazza Arsenale, a seguito del quale si può oggi accedere all’interno della cortina delle Seziate per ammirare il paramento murario integro della torre.

La parte alta della torre ospita, oggi, alcuni uffici della Soprintendenza BAPSAE delle Province di Cagliari e Oristano.

Indirizzo
Viale Buoncammino
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Torre Franca

Torre Franca

Viale Buoncammino

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Torre di Santa Lucia

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Torre di Santa Lucia
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La Torre di Santa Lucia fa parte del complesso di costruzioni dedicate alla martire siracusana, assieme alla chiesa. È stata edificata assieme alla cinta muraria medievale, ed è l’unica torre di quel periodo a pianta quadrangolare giunta ai giorni nostri. All’interno della Torre venne ricavata la sacrestia della chiesa. Attualmente la torre non è facilmente individuabile dato che inglobata in parte alle vicine costruzioni, unico
punto utile alla sua osservazione è la passeggiata del terrapieno, ed è possibile vederla dalla panoramica piazzetta Mundula, vicina alla chiesa.

Come le costruzioni vicine, poggia direttamente sulla roccia, a strapiombo sul sottostante viale Regina Elena.

Venne edificata nel periodo a cavallo tra il XIII ed il XIV, in periodo Aragonese e lo schema costruttivo ricorda quello del castello di San Michele. Il lato del quadrato alla base della torre ha lunghezza di 5 metri, mentre la torre ha un altezza complessiva di circa 14 metri.

Indirizzo
Via Martini
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Torre di Santa Lucia

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Via Martini

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Torre di Santa Lucia

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Torre di Sant'Elia o Lanterna

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Torre di Sant'Elia o Lanterna
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La torre di Sant’Elia, detta anche torre della Lanterna, fu edificata nel 1282 dai Pisani su commissione degli allora castellani del Castrum di Cagliari Bondo Camulitano e Colo Frapano.

Si trova sulla cima del promontorio di Sant’Elia, nei pressi della chiesetta eretta in onore di Elia, e rendeva possibile il controllo di tutto lo spazio di mare antistante garantendo il collegamento visivo con le altre torri costruite lungo il litorale del golfo.

Presidiata da due guardiani (poi denominati “torrieri” durante la successiva Reale Amministrazione delle Torri) fungeva da torre faro e di guardia.

In un manoscritto seicentesco è descritta la necessità della tempestiva individuazione e segnalazione del naviglio Genovese che, in quel periodo, frequentemente incrociava minaccioso quelle acque. Pare che oggetto delle ispezioni dell’epoca fosse, tra le altre cose, il quantitativo di legno raccolto e stoccato nei pressi della torre.

In questo luogo veniva tenuti accesi dei fuochi di segnalazione con i quali il Castrum di Cagliari - ancora privo delle torri dell’Aquila, dell’Elefante e del Leone -  doveva essere allertato della presenza del naviglio nemico. Oltre la funzione militare difensiva, la torre era stata pensata per segnalare alle imbarcazioni la giusta rotta da seguire per raggiungere il porto. Fu dismessa nel tardo XVIII secolo dopo il tentativo di sbarco Francese (1793/94).

Attualmente la torre versa in pessimo stato di conservazione.

Indirizzo
Sella del Diavolo
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Torre di Sant'Elia o Lanterna

Torre di Sant'Elia o Lanterna

Sella del Diavolo

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Fuori Cagliari
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Torre di Sant'Elia o Lanterna

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Torre di San Pancrazio

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Torre di San Pancrazio
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orari
chiusura
Giorno/i di apertura
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Temporaneamente chiuso per lavori di restauro.
in data singola
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Descrizione

Al principio del secolo XIV, minacciata dall’ascesa aragonese nel Mar Mediterraneo, Pisa procedette ad erigere imponenti torri, allo scopo di consolidare la propria roccaforte nel sud della Sardegna. Progettate dall’architetto sardo Giovanni Capula, le torri di San Pancrazio e dell’Elefante furono lodate per la loro unicità, quando, nel 1535, Carlo V, il potente sovrano del Sacro Romano Impero, le annoverò tra le migliori opere militari dell’intera Europa.

Portata a compimento nel 1305, con le sue mura di spessi blocchi calcarei, le sue strette feritoie e le sue pesanti saracinesche, la Torre di San Pancrazio proteggeva il versante settentrionale del Castello; posta ad un centinaio di metri sopra il livello del mare, sviluppata su quattro livelli per un’altezza complessiva superiore ai trentasei metri, essa era inoltre un perfetto posto di avvistamento contro eventuali attacchi provenienti sia dal mare che dall’entroterra.

Persa l’originaria funzione di principale accesso al Castello, nel XVI secolo la torre fu adibita a carcere, dove i galeotti vivevano in condizioni disumane.
Sebbene oramai pressoché avulsa dalla piazza Indipendenza, la Torre di San Pancrazio è ancora una delle figure maggiormente riconoscibili nel profilo della città di Cagliari.

 

Indirizzo
Piazza Indipendenza
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Torre di San Pancrazio

Torre di San Pancrazio

Piazza Indipendenza

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Torre di San Pancrazio

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Torre di Calamosca o dei Segnali

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Torre di Calamosca o dei Segnali
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Descrizione

Situata nell’omonima località di Calamosca, a Cagliari, era una torre di avvistamento e difesa leggera, senzilla, costituita da due volumi sovrapposti, uno a tronco di cono e uno a cilindro. Comunicava con quasi tutte le torri del Golfo di Cagliari, tranne quelle del Poetto, di Mezza Spiaggia, di Carcangiolas e di Foxi.

La muratura, costituita da materiale calcareo, ha uno spessore alla base di circa 3,6 m. La parte cilindrica, frutto di restauri successivi, è in laterizio e pietra e occupa il posto dell’originaria piazza d’armi. L’ingresso, collocato a circa 5 m di altezza e orientato verso nord-ovest, è oggi murato; si accede alla torre da una nuova apertura realizzata alla quota del terreno. Dall’ambiente principale, voltato a cupola, si arriva al piano superiore, anch’esso coperto da cupola, attraverso una scala ricavata nello spessore murario.

Costruita nel 1638, si chiama Torre (o Stazione) dei Segnali per via di un ingegnoso dispositivo di segnalazione che le permetteva la comunicazione con il Castello di Cagliari. Nel progetto della torre non compariva il cilindro superiore, che pare risalga a un successivo intervento nella metà dell’Ottocento, in cui venne realizzato un ulteriore ampliamento di tutto il complesso. Tale operazione, oltre a modificare i volumi, apportò anche delle importanti modifiche alla distribuzione interna: al piano primo vennero, infatti, realizzate quattro troniere e furono ricavati dei vani abitabili.

Diventata caserma, la torre è rimasta sempre in uso e si presenta complessivamente in ottimo stato, fatta eccezione per un leggero degrado delle superfici.

Indirizzo
Capo Sant'Elia - pressi Faro S. Elia
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Torre di Calamosca o dei Segnali

Torre di Calamosca o dei Segnali

Capo Sant'Elia - pressi Faro S. Elia

Fascia età
Fuori Cagliari
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Torre di Calamosca o dei Segnali

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