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Ritratti del tempo presente

Ritratti del tempo presente

Il prossimo 8 gennaio alle ore 18 presso il Temporary Storing e promossa dalla Fondazione Bartoli Felter verrà inaugurata la mostra personale "Ritratti del tempo presente", del fotografo Massimo Migoni curata da Roberta Vanali.

"L'ingresso dell’Intelligenza Artificiale nel dominio dell’estetica contemporanea non è semplicemente l’adozione di un nuovo strumento ma una radicale rimodulazione del concetto di creatività. Se è vero che il pennello è l’estensione della mano e la fotografia l’estensione dell'occhio, l’IA si pone come l’espansione del linguaggio e della memoria collettiva. L’AI oggi mi offre la possibilità di rendere visibile ciò che, per natura, rimane nell’ombra: pulsioni collettive, crisi ambientali, fragilità umane. Non cerco nell’AI una scorciatoia, ma un amplificatore capace di far emergere immagini scorrette, disturbanti, radicali, tiene a precisare l'autore.
 

“Ritratti del tempo presente” di Massimo Migoni suggerisce una riflessione profonda: l’IA nasce come specchio chiarificatore della nostra epoca, uno strumento per catturare la complessità del presente. Qui il ritratto smette di essere rappresentazione di un volto per diventare la mappatura di un’identità collettiva in perenne mutamento, non a caso in questi tempi in cui l’identità è diventata un prodotto, il ritratto è ancora una delle poche forme in grado di restituire complessità ma la cosa interessante è che attraverso AI diventa una sorta di dialogo di soglia con i miei demoni, prosegue l’autore.
 

All’interno del progetto si individuano due grandi filoni espressivi: il primo più dinamico caratterizzato da tratti eterei e rarefatti, dominato da una tavolozza di colori freddi dove la resa della rifrazione luministica tra acqua e plastica crea un groviglio di oggetti di scarto che l’occhio umano fatica a mettere a fuoco singolarmente per via della resa dettagliatissima. Mentre il secondo, più statico, cita inequivocabilmente la scultura classica e la pittura barocca dove l’elemento sintetico non è più fuso con la pelle bensì costruisce una struttura architettonica che circonda il volto. Attestando la capacità dell’AI di diversificare le varie texture che in questo frangente assumono una finitura simile alla porcellana o al marmo levigato. La luce non è più diffusa ma teatrale e focalizzata sul viso per accentuarne la profondità dei tratti.
 

Con questo progetto l’artista dimostra un’innata abilità nel gestire la complessità del caos e allo stesso tempo di aggiornare il linguaggio dell’arte classica per affrontare la crisi contemporanea. Il concetto tradizionale di ritratto viene qui scardinato per fare spazio a un’identità filtrata dalla memoria globale della rete, rendendo visibile l’invisibile. Tutto ciò grazie a strumenti di generazione visiva come MidJourney, Bing, FireFly Adobe che attraverso i prompt, insieme di istruzioni testuali e visive, traduce un’idea in immagini dettagliate. Non una semplice frase descrittiva ma una precisa costruzione consapevole che orienta nella creazione di forme, atmosfere e simboli.
In questo luogo di confine incarnato dal progetto di Massimo Migoni, dove l’occhio umano si sovrappone a quello della macchina, emerge la vera natura dell'identità nell'epoca contemporanea: ibrida e irrimediabilmente sintetica".

Roberta Vanali

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Cagliari

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Accessibilità

accessibile

Dove

Fondazione per l’arte Bartoli Felter

(Via XXIX novembre 1847, 5)

Orari di apertura

08-01-2026 - 23-01-2026
lunedì - venerdì
dalle 17:00 alle 19:30

Prezzi

Ingresso libero

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