Per il quinto anno la Fondazione per l'arte Bartoli Felter è partner e sostenitore di "Cagliari Urbanfest. Generazioni Metropolitane". La mostra "Abbandoni" a cura di Ivana Salis, è uno spaccato della fotografia contemporanea e tratta un tema di particolare importanza per il festival: l'abbandono e il degrado di luoghi che fanno parte del tessuto urbano, ma improvvisamente vengono dismessi e smettono di avere un'identità funzionale. Abbandonare significa destinare all’oblio. Fabbriche, ospedali, monumenti, case, paesaggi, non luoghi. Il lavoro dei fotografi presenti in mostra si concentra sull’interpretazione dell’abbandono come simbolo di un’epoca e codice di comunicazione per messaggi in attesa di ricezione.
Luca Centola, archeologo industriale e fotografo, ritrae capannoni e locali produttivi in cui le macerie sono caratterizzate da linee che si definiscono in pattern visivi, insistendo e definendo uno spazio in attesa di presenza.
Beatrice Marinoni, artista multidisciplinare, tratta l’abbandono come una poesia soffiata da venti leggeri. La pelle è la cortina del corpo, come il muro lo è dello spazio. L’oggetto è il segno di una figura passata e l’ombra ne è il suo ricordo.
Silvia Sanna, artista visiva, in questo progetto fotografico unisce il passato e il presente di un’isola come l’Asinara, dove l’abbandono è oggi una condizione fattasi necessità di equilibrio ambientale. Le sovrapposizioni tra bianco e nero e colore sono il segno visivo del passaggio temporale.
Roberto Melis, fotografo documentarista, presenta il suo lavoro sull’abbandono dell’Ospedale Marino di Cagliari, edificio sorto nel 1937 su progetto di Ubaldo Badas, propondo una riflessione sul rapporto tra conservazione e trasformazione, alla luce della recente riqualificazione che lo trasformerà in una struttura ricettiva di lusso.
Un percorso in spazi una volta abitati che diventano vuoti esistenziali e icone dell’accumulo di un presente disfunzionale, riflesso nei visi dei tanti che distrattamente lo abitano.
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