Una rassegna autunnale interamente dedicata ai cimiteri cagliaritani e a loro immenso patrimonio artistico, culturale e comunitario.
Ai tour di Claudia Caredda si intercaleranno le letture tematiche a cura dell’attrice Marta Gessa.
Il cimitero non come luogo di morte, ma come fotografia in bianco e nero dell’evoluzione di una città. Generazioni, tendenze, dolori, celebrazioni, arte, gerarchie, confluiscono all’interno di uno spazio di
immenso fascino. Un luogo, dentro la città, avvolto in un silenzio “eterno”, eppure, quanto mai in grado di raccontare.
Se quello di Bonaria rappresenta il tripudio romantico dell’ascesa borghese tra Ottocento e primo Novecento, il cimitero di San Michele racconta la disarmonia di una città che si espande senza misura e,
perdendo il senso di comunità, relega la morte a un fatto privato e senza solennità.
Eppure il cimitero più grande della Sardegna racconta pagine importantissime della nostra storia, dal fascismo ai giorni
nostri. Tra palazzine di loculi e viali sterminati si nasconde ancora qualche scampolo d bellezza di chi alla morte ha saputo riconoscere l’immenso merito di celebrare la vita.
Un angolo poco conosciuto di “un paese dentro una città”, il cimitero monumentale di Pirri può definirsi un giardino di memorie e connessioni in grado di rievocare la millenaria storia della comunità pirrese.
Nel cuore del cimitero si erge uno degli alberi monumentali di Cagliari e della Sardegna: un cipresso (cupressus sempervirens), maestoso guardiano di oltre due secoli, simbolo di connessione tra terra e cielo, che
veglia ininterrotto sul passaggio del tempo.
Da lui partirà la nostra camminata alla riscoperta di storie che, come piante, dalla terra partono e alla terra ritornano.
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