Cagliari ricorda Andreas Fridolin Weis Bentzon a novant'anni dalla nascita. Una giornata di studi sul lascito dell'antropologo ed etnomusicologo danese, per riflettere sul contributo dell'antropologo danese alla conservazione e alla conoscenza del patrimonio demo-etno-antropologico della Sardegna. Sarà anche un'occasione per interrogarsi sul destino e la valorizzazione del suo lascito documentale e per esplorare nuove prospettive di ricerca in continuità con la sua opera.
Programma
Il convegno di sabato 17 si aprirà alle 9.00 con i saluti istituzionali di Andrea Dettori, Capo di Gabinetto dell'Assessorato Regionale alla Cultura, di Nina Bentzon-Ehlers in rappresentanza degli eredi Bentzon, e di Dante Olianas, presidente di Iscandula.
Alle 10.00, moderati da Eva Garau, via agli interventi scientifici introdotti da Dante Olianas che ripercorrerà la storia dell'associazione e il lavoro svolto per mantenere viva l'eredità di Bentzon. La parola passerà quindi ad Anne-Mette Marchen Andersen, curatrice del Museo Nazionale di Danimarca, che si soffermerà sul valore degli oggetti conservati nel museo e sulla loro capacità di continuare a raccontare storie. A seguire, il giornalista e fotografo Uliano Lucas rifletterà invece sul racconto visivo della Sardegna e sull'attualità della lezione di Bentzon.
Alle 15.00 Peter Ian Crawford, professore emerito di Antropologia visiva all'Università Artica della Norvegia, inquadrerà l'eredità di Bentzon nel contesto dell'etnografia multimodale contemporanea. Oltre la langue bentzoniana: decodificazione analitica, dialettica poietica e nuove prospettive nel linguaggio delle launeddas si intitola il contributo di Antonio Lai, del Dipartimento di Musicologia dell'Università Paris 8, mentre l'etnomusicologo Marco Lutzu, dell'Università di Cagliari, si concentrerà sui metodi e sulle prospettive della ricerca di Bentzon come etnografo musicale. Chiuderà la sessione degli interventi l'antropologo Umberto Cao, dell'Università di Aix-Marseille, con una riflessione sull'attualità dell'approccio antropologico di Andreas Fridolin Weis Bentzon.
Alle 17.30 lo spazio sarà dedicato ad una tavola rotonda che coinvolgerà i relatori e il pubblico, offrendo un ulteriore spazio di confronto sul lascito scientifico e documentale di Bentzon.
Alle 20.00, a chiudere la giornata nella sala grande della Casa del Quartiere, ritorna Bell'arrosa, sa primu discoteca de ballu sardu in su mundu, l'iniziativa ideata da Iscandula nel 1997 e successivamente riproposta con successo in diverse occasioni. A guidare le danze, Bruno Camedda alla fisarmonica e Leonardo Palmas alle launeddas.
Per tutta la giornata, negli stessi spazi, si potrà visitare una mostra fotografica curata da Pietro Frau, con immagini scattate da Bentzon tra il 1955 e il 1962. L'esposizione comprende diciassette gigantografie in bianco e nero, accompagnate da dieci pannelli in cinque lingue, che ripercorrono la vita e l'opera dell'antropologo danese.
La manifestazione è organizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, della Regione Autonoma della Sardegna, della Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna e della Fondazione di Sardegna.
La tua recensione sarà visibile dopo approvazione dalla redazione.
Per inserire una recensione devi essere un utente autenticato.
Esegui accesso con Social Login