La Galleria comunale d’Arte di Cagliari inaugura una nuova importante stagione espositiva con “Oltre il confine”, la mostra dedicata agli artisti Angelino Fiori, Marco Ippolito e Roberto Puzzu.
“Oltre il confine” è un invito a superare ogni limite, geografico, culturale e linguistico, per osservare come l’arte possa interpretare le trasformazioni del nostro tempo. Pur partendo da esperienze personali profondamente radicate nella cultura della Sardegna, Angelino Fiori, Marco Ippolito e Roberto Puzzu sviluppano infatti linguaggi capaci di confrontarsi con la contemporaneità internazionale, affrontando temi come la memoria, l’identità, la materia, il paesaggio interiore e la resilienza dell’uomo di fronte ai cambiamenti della società. Comune ai tre artisti è anche il legame con l’Istituto d’Arte di Sassari, oggi Liceo Artistico, dove negli anni Sessanta il direttore Mauro Manca avviò una profonda stagione di rinnovamento, rompendo con l’accademismo tradizionale e aprendo la strada a una concezione dell’arte fondata sulla ricerca, sulla sperimentazione e sulla progettualità. Da quella esperienza nasce un percorso creativo che continua ancora oggi a interrogarsi sul rapporto tra tradizione e innovazione.
Oltre alle opere in mostra è possibile osservare tre lavori meno recenti dei tre autori, appartenenti alla collezione della Galleria Comunale d’Arte. Alcuni lavori realizzati negli anni Novanta e altri più recenti, acquisiti dai Musei Civici tornano infatti ad essere esposti accanto alle produzioni più recenti degli stessi artisti. Una scelta curatoriale che permette di cogliere l’evoluzione della loro ricerca e, allo stesso tempo, valorizza il patrimonio civico attraverso nuove chiavi di lettura.
Il percorso espositivo propone così una riflessione sul valore della materia, della memoria e del tempo. Pittura, incisione, grafica, installazioni e sperimentazioni tridimensionali diventano strumenti attraverso i quali gli artisti costruiscono un dialogo diretto con il visitatore, invitandolo a soffermarsi sull’opera, a rallentare lo sguardo e ad attraversare simbolicamente quel “confine” evocato dal titolo della mostra.
Photocredit: Galleria Comunale d'Arte
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