Sabato 3 maggio e domenica 4 maggio, a partire dalle ore 19 a Sa Manifattura si terrà lo spettacolo Tu non mi perderai mai di Raffaella Giordano e Stefania Tansini.
Dopo vent’anni, la trasmissione di Tu non mi perderai mai di Raffaella Giordano a Stefania Tansini, potrà creare attesa. Protagonista del contemporaneo “storico”, (Carolyn Carlson, Pina Bausch, Sosta Palmizi), tuttora instancabile istigatrice di sensibili incontri coreutici, Giordano si affida a un’artista speciale per re-interpretare un assolo tra i suoi più misteriosi e inafferrabili. Liberamente inspirato dal “Cantico dei Cantici”, Tu non mi perderai mai è quello che più si attaglia alla semplicità intima e “sacra” della Tansini. Vi è in gioco il difficile passaggio di testimone da un corpo all’altro, soprattutto l’indicazione di una via che può e deve deragliare con esiti inattesi.
Nel Cantico, Giordano auscultava il testo ebraico con esiti ipnotici. Impossibile staccare gli occhi dalle sue azioni minimaliste, lente e sobrie; dalle braccia formanti rotondità perfette, sfioranti il suolo come fosse la pelle dell’amato… ma il sottile richiamo amoroso restava inevaso. Presenza/ assenza in un deserto di lacerti gestuali, l’autrice/danzatrice indugiava tra una vita non ancora vissuta e un desiderio svanito. Così la pièce potrebbe risorgere con quella melanconica estraneità dalle mille tensioni rattenute della Tansini. Di sicuro qui il messaggio diverrà medium di sensoriali tenerezze e dolorose sfide, tutte da scoprire.
Marinella Guatterini
la scrittura sviluppa la sua forza comunicativa nella semplicità del gesto riabbracciando il valore della forma come specchio di un contenuto intimo. Vita interiore che viaggia di mano in mano. La trama dei gesti è attraversata dai vapori del cantico e porta con sé il tema dell’amore, la profondità del tempo, la parola
lasciata allo spazio.
Nelle maglie della scrittura
si inscrive il potere del tempo
e anche lo spazio che accoglie
racconta ciò che al suo interno riposa.
Sono un pezzo di storia
le voci di vivi e morti accompagnano il mio fare
l’amore mi ha fatto nascere
la trama dei gesti porta con sé il tema dell’amore
la percezione è viva di un rapporto esistente
l’amore spinge e manca di un tu e di un me non trovati
lo spazio e il tempo sanno cose che non possiamo sapere
questa solitudine nasce nel respiro
e può vivere solo se e perché guardata.
Raffaella Giordano 2005
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