Roberta Gallego – magistrato e sostituto procuratore di Belluno – racconta la storia di Annalisa Baldovin.
Annalisa era un’imprenditrice del Cadore: quarant’anni, alta, bionda, sportiva, una vita piena di lavoro, affetti, viaggi, amicizie e libertà. Nel novembre del 2000 incrocia la strada di un uomo che non accetta un rifiuto. Un corteggiamento goffo che si trasforma in ossessione, poi in odio.
Un racconto intenso, che alterna momenti di riflessione giuridica a suggestioni letterarie e cinematografiche, per aiutare il pubblico a comprendere cosa si poteva fare allora e cosa si può fare oggi. Gli spettatori si commuovono, si indignano, si interrogano.
In due ore di ascolto, imparano a leggere i meccanismi della giustizia, i vincoli delle misure cautelari, i presidi della Costituzione — non sempre, purtroppo, dalla parte di Abele.
Gallego sale sul palco senza giudicare, senza polemizzare, e solo dopo aver chiesto il permesso ai familiari di Annalisa Baldovin.
Racconta ciò che è accaduto, anche ciò che non ha funzionato. Con verità, coraggio e rispetto.
Alla fine, il pubblico resta sospeso: le domande si moltiplicano, il bisogno di capire si fa urgente. Perché certe storie non si dimenticano — e devono diventare coscienza collettiva.
Il ricavato dell’evento, al netto delle spese, sarà devoluto a iniziative di sostegno per le donne vittime di violenza.
Un evento organizzato da “Un salto sulla luna” – Alberto Rubinato
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