Dalle periferie cittadine la danza si fonde con l’arte relazionale, le tecnologie digitali, la cura per l’ambiente e il nutrimento consapevole per generare bellezza, innovazione, partecipazione.
Dal 3 ottobre a Cagliari entra nel vivo Mare di danza - Approdi per la pace, rassegna organizzata dall’associazione Carovana SMI, con la direzione artistica di Ornella d’Agostino, in associazione con Tersicorea direzione artistica di Simonetta Pusceddu e FuoriMargine - Centro di danza e arti performative, direzione artistica di Giulia Muroni & Momi Falchi.
Inserita nel cartellone di Cagliari dal vivo, sino alla fine di novembre, Mare di danza navigherà le arti transdisciplinari del movimento nelle aree cittadine di Giorgino, Sant’Elia e Pirri.
Spettacolo di e con Kelly Ardens. Il Margine è un racconto in divenire sulla salute mentale. Racconto perché Kelly Ardens, la sua cantastorie caotica, parte dal suo vissuto e dalla sua vita di persona con funzionamento di personalità borderline. In divenire perché si nutre di emozioni e di contraddizioni e pone domande che, forse, non hanno una risposta ma che rimangono a vibrare nell’aria, a volte leggere e volatili, a volte pesanti come un macigno.
Il Margine è il mondo della protagonista e una nuova narrazione per le persone che vivono, non un “disturbo” o una “sofferenza”, ma la condizione di persone neurodivergenti. Quel mondo che
è delle persone “pazze”, tanto lontano da ciò che è considerato “normale”
“Voce” è la possibilità itinerante di abitare gli spazi della città, con un’indagine sul corpo come spazio di confine e ponte verso i margini, di cui riscrive i tratti. Chi assiste percorre i bordi dei luoghi, in una dimensione che evoca e si nutre di memorie e atmosfere, in cui il corpo si fa testimonianza di presenza indocile, inquietante soggettività in movimento. Le città sono paesaggi psichici, composti di vuoti, di possibilità frustrate, di ingiustizie reiterate. Abitarne gli spazi liminali significa tracciare nuovi vortici e illuminarne anfratti. Prima dell’inizio della camminata, ogni spettatore/trice riceve una mappa contenente brevi istruzioni e indicazioni per attraversare l’esperienza.
Versione urbana del progetto No Caption Needed, progetto realizzato nel territorio di Carloforte grazie al sostegno di RIZOMI, artist* nel territorio. Giulia Cannas fa parte dell’associazione culturale Movimentopoetico ed è sostenuta da realtà come Fuorimargine e Carovana S.M.I
Itinerari partecipati ed esperienziali tra spazi pubblici e privati, che riflettono sul tema della stanchezza, e sui linguaggi performativi come strumento di trasformazione in forza vitale; un concept di Ornella D’agostino che coinvolge gli artisti e le comunità del programma residenti in Sardegna.
Produzione: Carovana SMI
GROOVE ( is in the heart ) si configura come un progetto coreografico in cui la scena diventa uno spazio ospitale, più vicino a un ambiente che a un dispositivo di rappresentazione. La coreografia si situa su questa soglia, dove le forme si mostrano in divenire e lʼesperienza supera la prospettiva individuale. In questa condizione risuona lʼimmagine evocata da John Milton di una “wilderness of sweets": una densità fertile, piena di possibilità e di accumuli inattesi, in cui eccedenza e proliferazione diventano motore generativo.
Allʼinterno di questo campo la danza si manifesta come gesto dʼintimità nello spazio pubblico: un movimento che lascia il corpo esposto, languidamente proiettato nello spazio secondo una logica prossima al sogno, dove elementi incongrui coesistono e si influenzano reciprocamente. Lo spettatore è invitato a entrare progressivamente in un campo condiviso di attenzione dove percezione, pensiero e grazia restano aperti — lasciarsi guardare, lasciarsi vedere, lasciarsi vivere — sospendendo la necessità di utilità e restituendo al movimento il carattere di piacere improduttivo e condiviso.
Coreografie, habitat, suono, outfit: Cristina Kristal Rizzo
Produzione: Fuorimargine - Centro di danza
e arti performative.
Residenza creativa: PARC Performing Arts
Research Centre
BEAT è un lavoro sull’identità e sulla nostra capacità di proiettare - in modo più o meno consapevole - infinite versioni di noi stessə. Un corpo attraversa una sequenza di azioni che si trasformano, si accumulano e ritornano. Tra ostinazione e abbandono, fatica e piacere, il movimento diventa progressivamente uno spazio di relazione: un invito a stare insieme, lasciandosi sorprendere e coinvolgere dall’energia della performance.
Nato per il teatro, BEAT esce dalla scatola scenica in occasione del Sardegna Rural Tour, trasformandosi e abitando spazi rurali e non convenzionali, incontrando luoghi, pubblici e contesti diversi lungo tutta l’isola.
La tournée segna anche un nuovo passaggio nella vita dello spettacolo: la danzatrice cagliaritana Giulia Vacca entra nel cast, raccogliendo e trasformando un lavoro che continua così a cambiare corpo e a trovare nuove forme nell’incontro con chi lo interpreta e con i luoghi che attraversa.
Dopo aver viaggiato attraverso la Sardegna, Cagliari sarà l’ultima tappa di questo percorso: una nuova occasione per incontrare BEAT e vedere ciò che il viaggio avrà lasciato dentro lo spettacolo.
Itinerario esperienziale partecipato, condotto da Marta Bellu, con esplorazioni site specific dell’area, per invitare all’ascolto, alla percezione, e alla scoperta di nuovi punti di vista attraverso azioni partecipate. Attività aperta a persone con disabilità, appassionati e abitanti del quartiere.
Le bambine, i bambini e le famiglie saranno protagonisti di un percorso che unisce divulgazione scientifica, performance e cura dell’ambiente. Un’esperienza pensata per avvicinare le nuove generazioni al rispetto del territorio, trasformando ogni gesto quotidiano in un atto di cura collettiva.
Un incontro partecipato e accessibile a bambini dagli 8 ai 12 anni, aperto anche agli adulti, per avvicinarsi al mondo del mare con curiosità e consapevolezza. La giornata prosegue con un’attività concreta di cittadinanza attiva che trasforma la consapevolezza in azione: accompagnati dagli operatori di Riverrun ETS e dai volontari di Legambiente, le famiglie parteciperanno alla raccolta dei rifiuti lungo la spiaggia di Giorgino. I bambini saranno protagonisti attivi della pulizia, guidati passo dopo passo dagli operatori.
Ogni famiglia riceverà guanti e sacchetti per la raccolta, e verrà mostrata la differenza tra i diversi tipi di rifiuti e il loro impatto sull’ambiente marino. Ad accompagnare l’intervento ci sarà Luna, Pesce Mangiaplastica già presente nel paesaggio del Villaggio Pescatori di Giorgino, che accoglierà simbolicamente i rifiuti recuperati dal mare; dopo aver ingerito una quantità eccessiva di plastica, si scopre “incinta” e prossima al parto. Nascerà così un nuovo Pesce Mangiaplastica, simbolo di rinascita, responsabilità e speranza. Il nuovo pesce sarà quindi affidato ad una rappresentanza della comunità di Sant’Elia, borgata marinara situata all’estremità opposta del golfo di Cagliari rispetto a Giorgino. Non un punto di arrivo, ma un nuovo inizio, segno concreto di continuità e partecipazione. Giornata ludico-didattica di educazione ambientale e sensibilizzazione dei bambini delle Scuole Primarie di Cagliari sul tema dell’ecologia marina e della problematica delle plastiche e microplastiche nei mari e sugli arenili.
Evento a cura di Riverrun, in collaborazione con il Comitato Villaggio Pescatori di Giorgino, il lido Non Solo Mare e Legambiente.
Ricchissimo il programma di venerdì 18 ottobre, quando le comunità di Giorgino e Sant’Elia si uniranno in Approdi per la pace, un itinerario, tra mare e terra, per un rito religioso e laico di cui Ornella D’Agostino cura drammaturgia di danza e musica multidisciplinare. La giornata s’inserisce all’interno della festa patronale della parrocchia di Giorgino, con la guida di Don Raimondo Mameli, ed è organizzata con il supporto del Comitato Villaggio pescatori, che insieme al presidente Mariano Strazzeri, si occuperà del pranzo condiviso a Giorgino, seguito da itinerari e installazioni del musicista e geologo Luca Marcia, Ode ai popoli sul mare. Nel pomeriggio, sempre a Giorgino, arriva anche Iride. Geometrie liquide, danze cristalline, performance site-specific a cura di Marta Bellu che si pone all’interno della ricerca di una nuova generazione di linguaggio, mentre alle 20 l’Orchestra Sardegna Sinfonica diretta da Don Raimondo Mameli c’è La serva padrona, rielaborazione in danza dell’Intermezzo buffo di Giovanni Battista Pergolesi che vede il coinvolgimento delle comunità locali, con Ornella D’Agostino che cura la drammaturgia del movimento e dello spazio.
Un progetto di Donatella M. Cabras sul principio della apofenia, la tendenza a scorgere immagini note dove non ce ne sono: nelle nuvole, nei muri, nei gesti. Il pubblico e la comunità vengono coinvolti in un movimento che evoca forme familiari ma indecifrabili, sempre sul punto di dissolversi. Un dispositivo partecipato di arte urbana relazionale che invita ad un approccio intergenerazionale e multidisciplinare.
TEPE indaga il paesaggio come archivio di tracce, risonanze e relitti linguistici. Invita il pubblico a un’osservazione obliqua, a spostare lo sguardo oltre le direzioni suggerite, in cerca di nuove posture percettive.
Quattro giornate di itinerari esperienziali e immersivi di attraversamento urbano e paesaggistico, condotti con Laurent Piemontesì, uno dei fondatori della disciplina dell’Art Du Déplacement. L’attività si configura come un viaggio culturale e sensoriale, finalizzato alla conoscenza attiva dei luoghi, alla rigenerazione dello sguardo e alla partecipazione dei cittadini e dei visitatori grazie alla collaborazione delle realtà locali (come il neonato Centro di Quartiere).
10 danzatrici e danzatori incontrano la compagnia Oltrenotte per l’allestimento dell’opera La Table Verte del coreografo Kurt Jooss (1932), premonitrice dell’avvento del nazismo e della nascita del Terzo Reich. Figurazione coreografica dei preparativi e delle atrocità della guerra, primo balletto su un tema politico.
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