Durante le giornate di mercoledì 14 ottobre, martedì 3 novembre e mercoledì 25 novembre, verranno organizzate delle Conferenze e discussioni sulla storia delle composizioni dei quindici quartetti di Dimitri Shostakovich a cura di Domenico Lavena.
Dimitri Shostakovich è un compositore che ha attraversato nella sua vita e nella sua attività musicale gran parte della storia del XX sec. Dalla fine dell’epoca zarista, all’ascesa di Stalin, alle due guerre mondiali, all’epoca comunista sovietica. Ma oltre al possibile significato politico che rappresentano, le sue composizioni portano tanta intimità, sofferenza e paure personali. Dopo le prime sinfonie, egli si avvicinò al mondo del quartetto per archi, che divenne per lui un genere prioritario, dove far riflettere la maggior parte della sua intimità in modo molto più introverso che nelle sue sinfonie. I suoi quartetti spesso sono considerati meno accessibili ma sono soprattutto espressione di un progetto incompiuto.
Domenico Lavena, che ha terminato il suo percorso di studi al Conservatorio Pierluigi da Palestrina di Cagliari con una laurea triennale in composizione e un corso accademico e biennale di organo completo, proporrà tre conferenze che raccontano lo sviluppo dei quindici quartetti, tentando di andare oltre la pura descrizione dell’evoluzione musicale.
Nel primo appuntamento al “Cornetto Acustico” sarà presentato Shostakovich e i suoi primi quartetti, composti dal 1938 al 1952, gli unici risalenti a prima della morte di Josif Stalin.
La seconda tratterà i quartetti dal 6o al 10o, intermedi, nei quali si costruisce gradualmente l’idea del corpus di 24 quartetti basati su tutte le tonalità, con una trilogia molto personale dal 7o al 9o.
Infine, la terza conferenza tratterà degli ultimi cinque quartetti, quelli mediamente più oscuri, nei quali Shostakovich definisce uno stile compositivo più essenziale e più funebre, derivato spesso da memorie di amici che stava perdendo.
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