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Ancora Nuda Pietra

Ancora Nuda Pietra

Ancora Nuda Pietra è il titolo della mostra che espone le opere di Antonio Loi, a cura di Giorgio Pellegrini.

Le strofe, icastiche, di Eliot, se ci prendiamo la libertà di applicarle alla nostra Karalis petrosa, sono subito utili a introdurre e insieme a distanziare lo spirito secco delle immagini di Antonio Loi da quelle acquarellate suggestioni letterarie di Lawrence, replicate dal suo primo traduttore Vittorini e moltiplicate nel tambureggiare insistito di infinite oramai citazioni. Semmai è la nuda oggettività della passione geologica di Alberto Ferrero della Marmora, quel suo avvitarsi entro gli strati del locale Quaternario, alla ricerca dell’essenza primitiva della rocca dura che emerge dal golfo, quel rovello insomma di osservatore tenace e solitario, che si avvicina alla ricerca estetica del percorso fotografico di Loi.

Dell’acropoli calcarea che si innalza sul mare viene rigorosamente negata infatti la spettacolarità facile e suggestiva dell’insieme. L’ovvietà scontata del panorama colorato e patinato in cartolina o intrappolato dal sollucchero turistico e veloce del cellulare. Il percorso di Antonio Loi è lentissimo e avaro di colore. Si avvolge, ravvicinato, tutto intorno al perimetro del colle roccioso, ad abbracciarne i fianchi di pietra, in un dialogo incalzante, inesausto. Uno sguardo intento il suo, attento ai pericoli dell’emozione, insofferente del pittoresco, fruga e descrive la pelle scabra di quella massa inerte. E insiste, inesorabile. Sino a che la fotografia estrae – lenta – la sostanza stessa della parola: pietra.
Con una neutralità che sa imporsi come muta monumentalità e la prepotente, antichissima sua materialità, la pietra dilaga nel rettangolo del fotogramma – only rock – e affronta. Insieme si confronta, a volte, con il rigoglio effimero della natura o con l’impronta dell’uomo: macchia di flora spontanea, morsi di scalpello, conci squadrati, chiarismi e durezze artificiali di cemento o affiorare improvviso di schierati laterizi, sino all’intrusione incongrua del metallo. Contrasti di forme, di superfici, di ritmi diversi, a misurare immoti il fluire del tempo e della storia, che sfiorano appena la crosta di quella roccia millenaria. Indifferente, enorme, incombe sul presente il suo passato, immane e silenzioso.

Argomenti

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Comune

Cagliari

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Accessibilità

accessibile

Dove

Orari di apertura

06-05-2026 - 23-05-2026
giovedì - sabato
dalle 18:00 alle 20:00
Inaugurazione il 6 maggio alle ore 18.00.

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