Viaggio nel regno della fantasia – tra storie di clowns e burattini, animali preistorici e scienziati in erba accanto a un ritratto d'artista e a tante favole antiche e moderne – con Teatro e Marmellata / 2026, la rassegna dedicata ai giovanissimi e alle famiglie.
La rassegna è organizzata dal Teatro del Segno, con la direzione artistica di Stefano Ledda, al TsE in via Quintino Sella a Cagliari, nell'ambito del progetto pluriennale “Teatro Senza Quartiere / per un quartiere senza teatro” 2017-2026 - con il patrocinio e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e il patrocinio del Comune di Cagliari, con il contributo della Fondazione di Sardegna e in collaborazione con la Parrocchia di Sant'Eusebio, la Fondazione Kalaritana Media, la Casa del Quartiere – Is Mirrionis e il Centro di Quartiere Strakrash.
Lo spettacolo racconta l'amicizia tra due ragazzini – Elia, appassionato di calcio e di chimica e Andrea, che ama lana e gomitoli e realizza splendide sciarpe colorate – e le loro avventure in una realtà parallela. Un libro intitolato “Regolimondo” nasconde un segreto e in seguito a un esperimento si trasforma nella porta “magica” che conduce in «un luogo dove colori, musica e giochi sono stati banditi e tutto è governato dall’automa Regola De Regolis, che impone come unica parola d’ordine “lavorare per produrre e produrre per consumare”». In quel mondo grigio e triste, i due protagonisti, costretti a eseguire gli ordini della dittatrice, cercano di recuperare il volume nella speranza di riuscire a tornare a casa: fondamentale l’incontro con la principessa Sibilla Scintilla, custode del Grande Dimenticatoio della Torre delle Bubbole, che li guiderà verso la soluzione del mistero, per riportare la fantasia nel Regolimondo. Una favola moderna, avvincente, tra fantascienza e fantasy, incentrata sui «temi dell’amicizia, della collaborazione e del valore delle diversità, per invitare il pubblico a riflettere sull’importanza della libertà creativa e dell’immaginazione».
Opera di Giuseppe Ligios e Marina Serra, con Antonello Foddis, Marina Serra e Giovanni Trudu, per la regia di Giuseppe Ligios (produzione Teatro d'Inverno).
«Uno spettacolo comico e poetico che parla di un viaggio, o meglio della sua attesa, tra sogni e desideri», un racconto senza parole «che parla dell'amore per il Mondo e le sue infinite sorprese».
In scena tre personaggi buffi e simpatici, tre colorati clowns, in procinto di partire per nuove avventure: una strana famiglia di artisti, formata da un uomo, una donna e una bambina (interpretata dalla giovanissima Violeta Ibanez) carichi di bagagli e pronti a mettersi in viaggio. Un affascinante e coinvolgente sogno a occhi aperti, in cui i protagonisti, nel tempo sospeso dell'attesa, scoprono la “noia” e sperimentano fantasiose invenzioni per superarla. Focus sull'arte della clownerie, dove attraverso la mimica e il gesto, acrobazie e numeri di giocoleria, i personaggi comunicano pensieri e emozioni in un linguaggio universale, e si raccontano in un susseguirsi di situazioni comiche e gags esilaranti. Una pièce originale, dove tre moderni clowns, sulle tracce del grande Charlie Chaplin, l'inventore di Charlot e di artisti come Marcel Marceau, intraprendono il loro viaggio alla scoperta del mondo per incantare e divertire un pubblico di tutte le età.
Del Teatro Circo Maccus, con Vinicius Ibanez, Violeta Ibanez & Virginia Viviano
«Chi non conosce Oscar Wilde, autore del celebre romanzo Il ritratto di Dorian Gray? Ma Wilde non scriveva solo romanzi e poesie –ricorda Marco Nateri – tra le sue opere più toccanti ci sono anche racconti per bambini, pensati per i suoi figli Cyril e Vyvyan, e per tutti coloro che conservano la meraviglia dell’infanzia». “Il favoloso Oscar” narra l'incontro tra l'artista e un aspirante scrittore, con una preziosa antologia di fiabe, da “Il Principe Felice” a “L’Usignolo e la Rosa”: sotto i riflettori Mauro Massa (Oscar Wilde) e Stefano Serpi (Alfred), mentre la Voce della Luna è di Tiziana Martucci, per una pièce che parla di «onestà, altruismo, coraggio, amore e compassione» e intreccia fantasia e realtà, vita e sogno.
Uno spettacolo di Marco Nateri, che firma il testo (con Julia Pirchl) e la regia, oltre a scene e costumi, e ai testi delle canzoni (insieme con Rossella Piras), con musiche di Lorenzo Atzeni, disegno luci di Lele Dentoni, realizzazione costumi a cura di Adriana Geraldo, realizzazione scenografia di Antonio Rosati, elementi scenici e papercut di Anna Paola Marturano, registrazione e editing voce di Valentino Murru (aiuto regista Sara Dessì), produzione Akròama / Teatro Stabile d'Innovazione.
La pièce affronta un tema delicato e attuale, dal punto di vista del responsabile di soprusi e ingiustizie, che ha preso coscienza delle proprie azioni e rivela episodi scomodi e imbarazzanti della sua gioventù. Il protagonista, Reginaldo, è «un vecchio e pacifico tirannosauro che va in giro per il mondo a raccontare storie: questa volta ne racconterà una più difficile delle altre: il suo passato da bullo». “Diario di un Triceratopo” rappresenta quindi una sorta di confessione, da parte di un “carnefice” che ammette le sue colpe e finalmente comprende la sofferenza delle sue vittime: da ragazzo Reginaldo, detto Rex, era un tipo “sbruffone e superficiale” e a far le spese della sua prepotenza era soprattutto una sua compagna di scuola, Trix, timida ma con animo d'artista. Una storia di bullismo, proiettata all'epoca dei dinosauri, per analizzare e comprendere un fenomeno, qui rappresentato in forma allegorica, sempre più diffuso nella realtà e riscoprire l'importanza dell'empatia.
Uno spettacolo ideato, scritto e diretto da Alessandro Redegoso, anche protagonista sul palco con Annalisa Serri e Alessio Arippa, con costumi e scenografia di Alessandro Redegoso e Erika Nicole Fadda, realizzazione parziale dei costumi di Kimberly Pruner, produzione Il Crogiuolo.
Opera di i e con Caterina Civai, nei panni di una novella contastorie, che gira per il mondo per raccontare le sue novelle a suon di musica. Ispirandosi alla tradizione del teatro giapponese kamishibai, l'attrice narra le storie disegnate su dei rulli di carta, inseriti in un piccolo teatro di legno, accompagnandosi con un organetto diatonico: tra parole e note, mimica e immagini, vengono evocati sulla scena i vari personaggi, in uno spettacolo intrigante e coinvolgente, divertente e poetico. «Le storie sono varie, a seconda delle necessità – spiega l'artista – e spaziano dalla leggerezza all'intensità, dalla spiegazione ironica di certi fenomeni della natura al racconto fantasioso di reali dinamiche sociali». Un'antologia di racconti che fanno sorridere e riflettere, tratti dal vasto repertorio della novellistica popolare o (re)inventati, dove l'attualità assume la forma della fiaba mentre una trama fantastica, ambientata in luoghi remoti, permette di affrontare temi delicati e complessi e nodi irrisolti del presente. «Ci può essere la storia di Giacomino, calzolaio in difficoltà perché ai suoi clienti puzzano i piedi – rivela Caterina Civai – oppure le avventure di un ladro e di una macina magica; o ancora, la visione saggia di un piccolo uccellino; e che dire di cosa accade ad un babbuino prepotente? Ed altre ancora che ci sono o che verranno, ma sempre lo spettacolo finirà con la poesia di un'antica ninna nanna».
Sicuro?... Sicuro! / Le nuovissime avventure di Pinocchio
Un viaggio tra fantasia e realtà, per mettere l'accento su una questione importante come la sicurezza, raccontata ai più piccoli attraverso il linguaggio della favola: «il Grillo Parlante è bardato di tutto punto con tutti i dispositivi di sicurezza per evitare la famosa martellata di Pinocchio che lo vorrebbe spiaccicato al muro; Mangiafuoco è un impresario costretto dalla legge a munire le sue marionette degli imbraghi di sicurezza per farle lavorare al sicuro e la Volpe è un millantatore che si finge amico» – rivelano le attrici e autrici. E non poteva mancare Lucignolo che «tenta di irretire il nostro eroe portandolo nel moderno Paese dei Balocchi... un grande telefono cellulare, dal quale Pinocchio riuscirà a staccarsi unicamente per amore del suo babbo». “Sicuro?... Sicuro!” affronta una questione di scottante attualità con ironia, per ricordare a grandi e piccini che a volte basta un po' di attenzione per evitare di farsi male (e salvarsi la vita).
Opera di e con Silvia Cattoi e Cinzia Piras, con la collaborazione di Sergio Cadeddu, Juri Piroddi e Ennio Ruffolo, assistenza tecnica e disegno luci di Juri Piroddi, costumi di Francesca Pischedda e Anna Rita Ruggeri, marionetta di Luciano Barrili, produzione Associazione Rossolevante.