Il 5, 6, e 9 ottobre, Fondazione di Sardegna ospita un ciclo di incontri pubblici sulla storia, lingua, letteratura e identità dell'Ucraina.
Si tratta di un percorso interdisciplinare con storici, giornalisti, analisti, internazionali, esperti di diretto, testimone e voci autorevoli del mondo accademico, del giornalismo e della società civile.
Da dove viene l'Ucraina, da dove viene il suo nome, e come nasce l'idea di una nazione. La serata parte da un documento con una data precisa: il 12 luglio 2021, sette mesi e dodici giorni prima dell'invasione, Vladimir Putin pubblicò un saggio per spiegare che russi e ucraini sono «un solo popolo». Francesco Nocco, giornalista sardo che vive a Berlino, caporedattore di Berlino Magazine e reporter sul fronte ucraino, lo legge come si legge un atto e ne smonta la costruzione con le date alla mano, sul materiale di Olena Ponomareva, che insegna Lingua ucraina alla Sapienza Università di Roma ed è autrice del primo grande dizionario ucraino pubblicato in Italia. A seguire, una letteratura che la guerra ha cambiato: Alessandro Achilli e Massimo Tria, slavisti e membri dell'AISU, Associazione Italiana di Studi Ucraini, leggono le risposte molto diverse degli scrittori a un Paese invaso, da Andrej Kurkov a Serhij Zhadan ad Artem Chapeye, che dopo il febbraio 2022 si è arruolato nell'esercito ucraino e di cui Achilli ha tradotto in italiano «La gente normale non va in giro armata» (Altrecose, 2026).
La propaganda russa non funziona come ce la immaginiamo. Non difende una sola versione dei fatti e non ha bisogno di essere creduta: ne produce molte, anche in contraddizione fra loro, le confeziona con parole diverse per pubblici diversi, e le fa circolare attraverso persone e pagine che con Mosca non sembrano avere niente a che fare. Il suo risultato non è convincere, è stancare, fino a far dire che tanto la verità non si può sapere e che sarebbe meglio smettere di discuterne. Apre Nona Mikhelidze, politologa, ricercatrice senior dell'Istituto Affari Internazionali di Roma, fra le voci più autorevoli in Italia su Russia e spazio post-sovietico e vincitrice del Premio giornalistico Viareggio-Rèpaci 2023, con il quadro europeo. A seguire Maryana Trofymova, che si occupa di propaganda e disinformazione russa nello spazio pubblico italiano, spiega come è costruita quella macchina: lo stesso messaggio su misura per pubblici opposti, le versioni che si smentiscono a vicenda senza pagarne il prezzo, i contenuti che perdono per strada la propria origine e ricompaiono come se fossero nostri. Francesco Nocco porta i casi concreti, in Italia e in Germania, dove vive: due pubblici che si detestano, uno a sinistra e uno a destra, ai quali arrivano versioni opposte e che finiscono per dire la stessa cosa senza essersi mai parlati.
Tre persone che la guerra la conoscono da tre distanze diverse. Igor Marcialis, sardo, economista ed esperto di cooperazione internazionale, vive a Kyiv da circa tre anni. Claudio Locatelli è un reporter indipendente, più volte in Donbas. Nel dicembre 2022, a Kherson, l'auto su cui viaggiava, segnalata come stampa, è stata colpita dall'artiglieria russa e lui è rimasto ferito al collo. Oles Horodetskyy presiede l'Associazione Cristiana degli Ucraini in Italia e da quattro anni organizza l'accoglienza dei profughi.
La tua recensione sarà visibile dopo approvazione dalla redazione.
Per inserire una recensione devi essere un utente autenticato.
Esegui accesso con Social Login