Il GAK – Gruppo Archeologico Karalitano rinnova il suo impegno nella divulgazione e nella valorizzazione del patrimonio culturale della Sardegna con la seconda edizione di Nuovi occhi sul passato: il ciclo di conferenze, organizzato sempre a Cagliari in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell'Università, propone sette appuntamenti alla Cittadella dei Musei - da sabato, 14 marzo, al 23 maggio -, per Leggere l'archeologia tra scienza, memoria e paesaggio.
A inaugurare la serie sarà Anna Dessì con "La donna in età romana", tema della tesi con cui ha conseguito la laurea triennale in Beni culturali e Spettacolo all'Università di Cagliari. La relazione, articolata in due parti, offre dapprima un quadro della figura femminile nella società romana — dalla matrona alle donne dei ceti più umili, fino alla sfera sacra e alle Vestali — per poi concentrarsi sul contesto della Sardegna romana. Anna Dessì è attualmente laureanda magistrale in Archeologia all'Università degli Studi di Cagliari, con una tesi dedicata alle testimonianze archeologiche legate alla vita femminile dall'infanzia all'età adulta.
Occhi nuovi sul passato proseguirà con Ornella Fonzo, archeozoologa e archeoantropologa di grande esperienza, con all'attivo numerosi scavi importanti, come quello degli inumati di Mont'e Prama, e analisi su reperti osteologici sia umani che animali. Titolo e tema del suo intervento: "Molla l'osso! Resti faunistici in contesti abitativi, cultuali e funerari".
"La donna, il sardezillo e l'ovra de pasta: una lunga storia": così si intitola invece la conferenza, in calendario l'11 aprile, di Giannetta Murru Corriga, docente di Antropologia Culturale dell'Università di Cagliari e autrice di numerose pubblicazioni sulle tradizioni culturali in Sardegna: la più recente, fresca di stampa, è dedicata appunto alla lavorazione della pasta ad opera delle donne.
Il 24 aprile sarà poi il turno di Rita Melis con "Sguardi sul Mesolitico: gruppi umani e paesaggi in trasformazione a S'Omu e S'Orku (Arbus) 9000 anni fa". Geologa e docente universitaria, da anni Rita Melis svolge le sue ricerche in ambito archeologico. Notevoli sono i suoi studi in Etiopia e sul mesolitico in Sardegna.
Flavia Zedda, dottoranda del primo anno nel corso di Dottorato in Storia, Beni Culturali e Studi Internazionali dell'Università di Cagliari, racconterà il suo paese natale, Fordongianus, l'antica Forum Traiani, attraverso la sua storia millenaria e i suoi principali siti archeologici, a partire dal ruolo centrale delle acque termali che hanno reso questo luogo un punto strategico sin dall'età romana.
Elisa Crabu, dottoranda di Matematica presso l'Università di Cagliari, proporrà invece uno sguardo sulle Domus de Janas attraverso le scienze matematiche, materia cui ha dedicato diverse pubblicazioni e che le è valsa una borsa di ricerca finanziata dal CeSim - Centro Studi Identità e Memoria, per la realizzazione di un software per la documentazione delle incisioni rupestri presenti nelle "Case delle fate" a partire da immagini.
Spetterà infine a Francesco Serra il compito di suggellare la seconda edizione di Nuovi occhi sul passato, il 23 maggio, con "Rivivere attraverso il ricordo", un intervento incentrato sui principali tipi di sepoltura attestati nella Sardegna di età romana. Allievo della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell'Università di Cagliari, archeologo libero professionista e membro dell'équipe di scavo presso varie missioni archeologiche in Italia e all'estero, Francesco Serra è specializzato nello studio dei manufatti ceramici fra l'età punica e l'età romana in Sardegna.
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