Il torso e le braccia di Dalila Belaza squarciano l’oscurità di una notte trasfigurata, mentre la chitarra di Serge Teyssot-Gay ringhia, esulta e svuota l’aria. La sua intensità bruciante accompagna, sospinge e celebra le fratture di un corpo che si inclina dall’intimità verso l’infinito, verso uno stato fuori dal corpo e forse persino fuori dal mondo.
Nella vivida esperienza della loro profonda fiducia reciproca, Dalila Belaza e Serge Teyssot-Gay si avventurano su percorsi finora inesplorati. Si tratta infatti di oltrepassare una soglia, di aprire alcune crepe nella realtà e di accogliere un’altra esperienza della vita.
La tua recensione sarà visibile dopo approvazione dalla redazione.
Per inserire una recensione devi essere un utente autenticato.
Esegui accesso con Social Login