Dal 19 settembre al 31 ottobre Cagliari si trasforma in una fucina della danza internazionale con la quarantaquattresima edizione di Find- Festival internazionale nuova danza. Organizzato da Maya Inc, con la direzione artistica di Cristiana Camba, Find si fregia del riconoscimento EFFe Label, il sigillo di qualità europeo per i festival artistici di spicco che si distinguono per il loro impegno nel campo delle arti, il coinvolgimento della comunità e l'apertura internazionale. Il tema scelto per quest’anno è “Soglie: ogni corpo è una frontiera; ogni danza, un passaggio”: attraverso il linguaggio della danza contemporanea il corpo incontra l’altro, mettendo in discussione i propri confini e sperimentando nuove possibilità di esistenza. Spiega Cristiana Camba: “Questa edizione del Find non propone un percorso tematico né una lettura univoca del presente. Disegna piuttosto una geografia di attraversamenti, in cui ogni spettacolo invita a sostare nel momento esatto in cui qualcosa cambia: un corpo, una comunità, un'immagine, un paesaggio, una memoria”
Progetto luci e direttore di scena: Romain Perrillat-Collomb
Su un palcoscenico spoglio, tutto deve essere costruito. Non servono artifici, scenografie e nemmeno una colonna sonora per raccontare una storia. Per Yës basta un duo che unisce virtuosismo tecnico, recitazione e musicalità. Yës è la storia dell’incontro tra due personalità, due uomini che, quasi come bambini, si cercano, si scoprono, giocano tra loro e con il pubblico. Un binomio che unisce virtuosismo tecnico, recitazione e musicalità. I due, complici, giocano sulle loro differenze per sfidarsi a vicenda, con sensibilità e fisicità. In questo spettacolo ricco di umorismo e poesia, i due interpreti si rivelano per condividere con noi il loro mondo, la loro follia, la loro fratellanza e la loro energia comunicativa. Fouad Boussouf è stato insignito del titolo di Chevalier des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura francese nel 2022.
Balletto di Sardegna | Crash Test Dulcinea's land - PRIMA ASSOLUTA
Ideazione, coreografia e regia: Mario Coccetti
Musica: Andrea Rizzi Danza: Sally Demonte, Flavia Giuliani, Salvatore Sciancalepore, Rocco Suma, Sofia Zanetti Tecnico
laser: Gianluca Benvenuti
Costumi: Cristina Gamberini
Produzione ASMED - CRID Sardegna con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna
Crash Test Dummies rilegge il Don Chisciotte della Mancia di Miguel Cervantes Saavedra alla luce dei fatti della cronaca e della politica contemporanea. In un ambiente futuristico, una comunità di GOD, simulacri degli esseri umani, vengono sottoposti ad un ciclo di test incentrati sulla resistenza. I GOD sono stati creati per ricevere colpi, per essere distrutti e ricostruiti, per essere sottomessi, per resistere agli urti fisici, emotivi e morali. In questa società distopica un Hybrid, un vecchio modello di crash dummy, viene ispirato da Dulcinea, un simbolo evanescente di pace e di libertà, un’ideale al quale ambire, nella sua ribellione contro simbolici mulini a vento. In Crash Test la coreografia assume un ruolo narrativo, allegorico ed evocativo attraverso corpi possenti e strutture coreutiche vibranti, le musiche e le sonorità emotive, sospese tra il reale e l’irreale, saranno appositamente composte per l’opera per dare uniformità ai vari linguaggi artistici, infine l’utilizzo di laser nel disegno luci condurrà i personaggi in solidi ambienti virtuali e spazi mutevoli.
Virgilio Sieni | Ma a che serve la luce? / Le Ceneri di Gramsci
Dal poemetto Le ceneri di Gramsci (1954) di Pier Paolo Pasolini
Coreografia, regia, spazio e interpretazione Virgilio Sieni
Voce registrata Pier Paolo Pasolini
Musica a cura di Virgilio Sieni (Johann Sebastian Bach, William Basinski, Odetta Holmes)
Luci Virgilio Sieni, Marco Cassini
Disegno del suono Mauro Forte
Produzione Teatro della Toscana e Centro Nazionale di Produzione della danza Cango/Firenze con il sostegno di MiC Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze (si ringrazia Mimmo Cuticchio per aver donato Ossatura/Pupo palermitano).
In occasione del 50° anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, Virgilio Sieni attraversa Le ceneri di Gramsci con uno spettacolo che invita alla riflessione sulla condizione umana e sulla società contemporanea, immergendosi nella profondità dell’opera del poeta di Casarsa. Ma a che serve la luce prosegue il percorso dello spettacolo-manifesto Solo Goldberg Variation con la sua personale e unica ricerca sui linguaggi del corpo in relazione alle opere d’arte, che qui si plasma sull’opera letteraria di Pasolini. La parola poetica in Ma a che serve la luce dà il ritmo e prepara lo spazio dell’assolo tra la voce sussurrata dal coreografo e danzatore fiorentino e il suo gesto che diventa suono, regolando così ogni danza secondo le declinazioni cantate dalle parole di Pasolini in un susseguirsi di frammenti che creano un’opera organica e intima condivisa con il pubblico
Una produzione Scenario Pubblico Compagnia Zappalà
Danza | Centro di Rilevante Interesse Nazionale e con il sostegno pre - produttivo di Movimento Danza, Napoli; in collaborazione con ocram dance movement.
Progetto selezionato per la NID Platform 2025 | sezione Open Studios Finalista del Premio TWAIN_direzioniAltre.
“Il sole si oscura e la terra sprofonda nel mare, ma poi ritorna, bella, splende sopra la terra” (Völuspá, strofa 57)
L’universo si piega sotto il peso del Ragnarök: tre lunghi inverni avvolgono il mondo nel gelo, seguiti da tre scontri profondi che lo consumano fino a ridurlo in cenere. Dalle rovine di ciò che è stato, Líf e Lífthrasir si destano dal loro rifugio tra le radici di Yggdrasill, l’albero cosmico che ha custodito la scintilla della vita oltre la distruzione. Il loro cammino, segnato da paure e incertezze, li conduce verso un futuro tutto da ricostruire. I due protagonisti diventano simboli di continuità e speranza. Nel cuore di un universo frammentato, dimostrano che, anche quando ogni cosa sembra perduta, la vita può sempre trovare una nuova forma, così Líf celebra la forza della vita e la sua capacità di superare le avversità, ricordandoci che dopo ogni fine c’è sempre spazio per un nuovo inizio, da ricostruire passo dopo passo. Lif di Claudio Scalia nasce dalla collaborazione tra Ocram Dance Movement e i danzatori della Compagnia Zappalà Danza 2, dando vita a un dialogo coreografico in cui si intrecciano esperienze, sensibilità e linguaggi corporei diversi, accomunati da un’urgenza espressiva autentica.
Laura Gazzani | Graziosissimo EXPLO XL di Laura Gazzani
Con Francesca Rinaldi, Jessica Russo, Nicolò Giorgini
Musica: Lorenzo Lucchetti
Con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma Per Chi Crea Con il supporto di Biblioteca Comunale Zavatti Civitanova Marche, AMAT, Residenze Home / Dance Gallery Perugia e HangartFest Selezionato alla Vetrina della Giovane Danza d’Autore Anticorpi XL 2025
Ispirato al metodo del maestro di balletto Enrico Cecchetti, Graziosissimo esplora il “port de bras”, gesto codificato della danza classica (nello specifico, il passaggio delle braccia per le posizioni di base della danza classica), mostrando come possa integrarsi nella nostra esperienza quotidiana.
Adottando un approccio minimalista, Graziosissimo vuole capovolgere la prospettiva dello spettatore, trasformando movimenti sofisticati in familiari: lo straordinario diventa ordinario. I tre danzatori, con precisione e delicatezza, svelano le potenzialità del “port de bras” e la coreografia, pur mantenendo la purezza formale, si arricchisce di una dimensione umana e relazionale, che trae ispirazione dall'atmosfera dei balli di gruppo, dove gesti e movimenti coordinati creano aggregazione. Il Port Des Bras, mettendo in risalto l’espressività delle braccia, si trasforma e facilita una connessione autentica tra i danzatori e il pubblico, attraverso movimenti semplici e ripetitivi.
Riccardo De Simone | Everybody has a fate (OUT) EXPLO XL
Concept e coreografia: Riccardo De Simone
Danza: Riccardo De Simone e Laura Chieffo
Musiche: Andrea Gianessi
Produzione: Cinqueminuti APS
Selezionato alla Vetrina della Giovane Danza d’Autore Anticorpi XL 2025 Vincitore di DNAppunti Coreografici 2025
In un’epoca in cui il tempo sembra sfuggire, due performer si muovono su slide boards, oscillando come nel pattinaggio di velocità. Ogni scivolata è una direzione senza meta, un moto continuo che attraversa un presente tanto necessario quanto inafferrabile: forse solo una dissolvenza tra l’impronta del passato e la spinta del futuro. La loro meccanica cinetica incarna la tensione di un tempo mai uguale a sé stesso, una resistenza a un avvenire incerto che continuamente si allontana. Everybody Has a Fate (OUT) si insinua come una macchia d’ombra in spazi urbani e non convenzionali, creando un’isola di sospensione nel ritmo della città. In questo paesaggio temporaneo, il pubblico è invitato a interrogarsi sulla natura del tempo, sul significato del presente e sulla possibilità di immaginare un futuro che, pur restando incerto, continua a chiamarci verso di sé.
IndipenDanse Francesco Alex Petta La mia playlist n. 42- PRIMA ASSOLUTA
La mia playlist n. 42 è una performance che nasce dall’osservazione della quotidianità e di quei momenti in cui la musica riesce a interrompere la monotonia, trasformando un gesto abituale in un’esperienza di immersione e libertà. La playlist personale diventa così il motore della performance e accompagna il corpo attraverso stati emotivi e fisici differenti: frustrazione, rabbia, erotismo, desiderio di affermazione e autoironia. Al centro della scena emerge progressivamente un alter ego, una versione amplificata e più libera del performer. Il corpo passa dal gesto quotidiano alla danza, attraversando immaginari pop e clubbing, mentre musica, luce e spazio contribuiscono alla trasformazione. Nel finale, questa metamorfosi si traduce in un momento di esplicita autoaffermazione, potente e ironico.
Direzione artistica e coreografia: Mattia Russo e Antonio de Rosa, in collaborazione con i danzatori
Interpreti: Martina Anniciello, Giacomo Bertoni, Francesca De Chirico, Moreno Guadalupi, Julien Guibourg, Fabiana Mangialardi, Alice Zucconi
Musica originale: Alejandro da Rocha
Voce: Enza Pagliara
Percussioni: Elisa Barucchieri, Enza Pagliara
Costumi: Luca Guarini
Luci: Alessandro Catacchio, in collaborazione con Mattia Russo e Antonio de Rosa
Produzione ResExtensa Porta d’Oriente Centro Nazionale di Produzione della Danza Coproduzione Canova22 Con il sostegno di Logica Group Sostenuto da: MIC, Regione Puglia, AREA Mediterranea – Artisti nei Territori, Comune di Bari.
Un viaggio che intreccia mito, tradizione e contemporaneità; ispirato al tarantismo pugliese – in cui il morso simbolico della tarantola induceva uno stato di frenesia liberato attraverso musica e danza – reinterpretato come metafora universale di crisi interiore, sofferenza e rinascita. I danzatori incarnano l'intensità della pizzica nelle sue molteplici forme: dal corteggiamento, in cui è consentito solo sfiorarsi, ai duelli simbolici della pizzica scherma, fino ai gesti convulsi della tarantata. I loro movimenti trasmettono un'energia rituale capace di liberare tensione e dolore in un atto di trasformazione. Attraversata da simboli radicati nella cultura e nel paesaggio pugliese, la scena, dominata da contrasti di ombra e luce, evoca il ciclo di morte e rinascita e la resilienza degli ulivi, capaci di rigenerarsi e raccontare la forza di una terra viva. La musica, ispirata alla pizzica tradizionale, e il ritmo del tamburello conducono i corpi in una trance rituale. Il rito si trasforma: ciò che un tempo era danza terapeutica oggi riaffiora nella trance dance e nei gesti viscerali delle nuove generazioni. La danza diventa così ponte tra passato e presente, tra comunità e individuo, tra bisogno e salvezza. In un mondo sempre più globalizzato e frenetico, la performance invita a riscoprire le radici come atto rivoluzionario di consapevolezza e appartenenza.
DanceHausPiù CNPD | Scighera Di Matteo Bittante
Danza: Barbara Allegrezza, Nicolò Castagni
Costumi: Tom Rebl
Produzione DANCEHAUSpiù
Scighera entra nella vita, nelle piazze, nei cortili, bagna i corpi, pervade con i suoi inafferrabili disegni le paure, l’immaginario di tutti. È così che viene chiamata dai milanesi la fitta nebbia che durante i mesi invernali nasconde il paesaggio della Val Padana, che confonde le distanze e che diventa l’involucro di offuscate, vaghe e fugaci immagini. Immagini che si dissipano in un paesaggio in costante mutamento, tra ciò che si fa tacere e ciò che si mostra. Per la prima volta Matteo Bittante si avvicina alla creazione di uno spettacolo trattandolo come un organismo vivente. Un organismo in cui coesistono diverse performance che si lasciano svelare, scoprire e decomporre dal velo materialee immaginario della nebbia. Ogni frammento coreografico svela sguardi diversi su tematiche contemporanee e un pensiero che muta, si decompone e si mostra per ciò che è o non è.
Marco Da Silva Ferreira /Oases - CCN de Caen en Normandie | Fantasie Minor Ideazione e coreografia: Marco da Silva Ferreira Interpreti: Anka Postic e Chloe Robidoux Progetto e creazione sonora: Rui Lima e Sergio Martins, tratto da "Fantasia in fa minore" di Franz Schubert Pianisti: Ligia Madeira e Luis Duarte Registrazione e missaggio in studio: Suse Ribeiro Disegno luci: Marco da Silva Ferreira, in collaborazione con Florent Beau-ruelle e Valentin Pasquet Costumi: Aleksandar Protic Assistente coreografica: Elsa Dumontel Direttore di scena: Nicolas Bordes Direttori di scena in tournee: Nicolas Bordes, Jerome Houles Direzione di produzione: Sebastien Kempf Tournee: Mathieu Hillereau - Les Independances Produzione esecutiva OASES Prodotto dal Centre Choregraphique National de Caen en Normandie Coproduzione: Le Trident, Scene nationale de Cherbourg- en-Cotentin, TANDEM Scene nationale Arras- Douai
Il virtuosismo di due giovani danzatori urbani incontra l'intensità della musica di Schubert per pianoforte a quattro mani, in una creazione di Marco da Silva Ferreira, coreografo autodidatta formatosi nella cultura dei club e riconosciuto per la sua capacità di fondere e reinventare linguaggi e generi diversi. In Fantasie minor, Marco da Silva Ferreira mette in dialogo due danzatrici urbane, Chloe Robidoux e Anka Postic, con la potenza della musica di Schubert. Cappellino in testa e stivali allacciati, entrano in scena come due combattenti, intrecciando house, hip-hop, dancehall e danza classica. La rilettura della musica di Schubert, arricchita da una dimensione elettronica, da vita a un duello vibrante in cui i corpi si confrontano, si incontrano e superano i confini tra i generi. Un'esplorazione della libertà del gesto e della forza del movimento collettivo, in cui la tradizione musicale classica si fonde con l'energia istintiva e dirompente della danza urbana. Nel corso della sua carriera, Marco da Silva Ferreira ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Giovane Artista/Creatore Portoghese 2014/2015 e il 2° Premio [re]connaissance 2015 per Hu(r)mano, oltre alla vittoria, nel 2010, del concorso televisivo So You Think You Can Dance - Portugal, che ne ha segnato l'affermazione presso il grande pubblico. Nel 2026 è stato inoltre insignito del prestigioso CHANEL Next Prize, riconoscimento internazionale assegnato a dieci artisti contemporanei selezionati per l'innovazione e l'impatto culturale del loro lavoro.
Francesca Santamaria | Good Vibes Only – (Beta test)
Concept e performance: Francesca Santamaria
Collaborazione alla drammaturgia: Pietro Angelini
Sound design: Ramingo
Voce Michela De Rossi Costume: Elena Luca Produzione esecutiva: CODEDUOMO ETS Coproduzione: FDE Festival Danza Estate, MILANoLTRE Festival, Festival Più che Danza
Creazione vincitrice Danza Urbana XL 2025 - Network Anticorpi XL Creazione selezionata per la Vetrina della giovane danza d'autore eXtra 2025 -Network Anticorpi XL Selezione Teatri Riflessi 10 - International Short Performance Festival Progetto vincitore del Miglior Teaser 2025 - Tuttoteatro.com Francesca Santamaria e artista Aerowaves #Twenty26 con Good Vibes Only
Il lavoro prende spunto dal concetto di beta test, la fase in cui un software viene messo alla prova in un contesto reale, attraverso l'esperienza diretta degli utenti. Da qui nasce una riflessione sullo scrolling, un gesto ormai quotidiano e quasi automatico, ripetuto incessantemente dall'essere umano contemporaneo, attraverso il quale si attraversano senza sosta immagini, informazioni e contenuti potenzialmente infiniti. Un movimento apparentemente semplice che diventa la porta d'accesso a una serie di interrogativi sul nostro tempo: come cambia il modo in cui percepiamo la realta? Cosa accade alla nostra attenzione, alle relazioni, alla memoria e alla capacità di scegliere di fronte a un flusso continuo di stimoli? In scena, il corpo di Santamaria traduce fisicamente questo incessante movimento di ricerca e passaggio, costruendo una coreografia precisa e al tempo stesso ironica, alimentata da un paesaggio sonoro composto da materiali e suggestioni provenienti dalle più diverse realtà del web.
Accademia Susanna Beltrami/Mayalnc | Corpo a corpo Coreografia e danza: Alessandro Florio e Maksym Petrashchuk
Corpo a corpo nasce come un'indagine coreografica sull'identità maschile e sulle sue costruzioni culturali, mettendo in discussione l'immaginario tradizionale dell'uomo. Il pezzo affronta il concetto di mascolinità tossica come insieme di comportamenti appresi, mettendone in luce i limiti e le conseguenze. In scena questi codici vengono esposti, esasperati e infine decostruiti. Chi decide cosa significa essere un uomo?
Duo d'Eden coreografia e colonna sonora: Maguy Marin interpreti: MM Contemporary Dance Company produzione: MM Contemporary Dance Company coproduzione: Fondazione I Teatri di Reggio Emilia
In Duo d'Eden due danzatori della MMCDC interpretano un pezzo di rara bellezza, poetico e intenso, creato nel 1986 da Maguy Marin per la sua compagnia. Semplicemente un uomo e una donna, tute color carne che mettono in evidenza la loro nudità, avvinghiati l'un l'altro per tutta la durata del brano, con continue evoluzioni di lei sul corpo di lui. Un Adamo ed Eva immersi in un percorso di sensualità, eros, difesa, attacco, in un mondo non così tranquillo, sicuro e idilliaco.
Grosse Fugue coreografia: Maguy Marin musica: Ludwig van Beethoven, Die Grosse Fuge, op.133 interpreti: MM Contemporary Dance Company produzione: MM Contemporary Dance Company coproduzione: Reggio Parma Festival, Festival Bolzano Danza/Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, MilanOltre Festival
Quattro donne e un brano musicale straordinario come Die Grosse Fuge: la personale lettura di Maguy Marin dell'opera di Ludwig van Beethoven, considerata una pietra miliare del rapporto tra musica classica e danza contemporanea. Realizzata nel 2001 per la Compagnia Maguy Marin, viene riproposta nell'interpretazione della MMCDC. Dall'incontro tra le interpreti e la musica prende forma la complessità della forza vitale femminile e dello stato di entusiasmo e disperazione della partitura. La danza diventa un'esplosione di energia, un turbine frenetico, una metafora della vita che diventa vortice e gara emozionante contro la morte, dove la vertigine della fine stessa ci porta a voler sempre correre all'impazzata e senza fiato, a vivere ogni momento come se fosse l'ultimo istante.
Gruppo E-Motion | Cage Coreografia ed interpretazione: Claudia Gentili Aiuto alla drammaturgia: Francesca La Cava Musica originale: Dennis Bastioni Costumi e scenografia: Daniela Grillo Produzione Gruppo e-motion con il contributo del Mic, della Regione Abruzzo e del Comune di L'Aquila
"Gli uccelli nati in una gabbia pensano che volare sia una malattia" Alejandro Jodorowsky
Le convenzioni sociali, a cui si sente di dover aderire, mortificano la libera espressione dell'individuo e lo costringono in spazi troppo piccoli e scomodi. Un altro tipo di gabbia può certamente essere il corpo stesso, che vincola l'anima alla dimensione della precarietà e della finitudine. Le gabbie possono inoltre essere anche squisitamente frutto della propria mente: stratificazioni di pensieri negativi che rendono impossibile un'esistenza serena. Queste, e molte altre riflessioni analoghe, hanno dato vita all'installazione Coge: un grido di frustrazione, una lotta estenuante per liberarsi da ogni tipo di prigionia.
Alessandro Olla | Ayther 2026 - PRIMA ASSOLUTA Ideazione e regia: Alessandro Olla Coreografia e Danza: Chiara Mameli Musica dal vivo: Alessandro Olla Produzione 369gradi
Ayther porta un rito di ispirazione archetipica dentro il linguaggio contemporaneo del suono elettroacustico, della voce e del gesto essenziale. Alessandro Olla (live electronics) e Chiara Mameli (performer) costruiscono un dispositivo post-drammaturgico che attraversa stati di ascolto diversi, percettivi, emotivi e immaginativi, per generare una condizione condivisa di presenza. La partitura è modulare e variabile: soglie di densità sonora, durate, relazioni spaziali e regole di interazione entro cui i performer improvvisano. Ogni momento e insieme coreografato e generativo. Il suono attiva l'azione invece di illustrarla, e nasce interamente dal vivo, dalla risonanza tra gesto, voce, oggetti amplificati e processing in tempo reale. Il silenzio ha una funzione strutturante, il gesto è ridotto all'essenziale. Ogni replica funziona come un test sul campo, un esperimento condiviso attorno a una domanda: quali condizioni percettive rendono possibile, oggi, un'esperienza rituale? Il lavoro non offre risposte chiuse. Apre uno spazio in cui il pubblico partecipa con l'ascolto e la propria presenza, mentre suono e spazio diventano agenti attivi della scena.
Dernière Minute / Pierre Rigal | Bataille PRIMA NAZIONALE
Ideazione: Pierre Rigal Composizione scenica: Pierre Cartonnet, Hassan Razak e Pierre Rigal Interpreti: Pierre Cartonnet e Hassan Razak Musica originale: Julien Lepreux Luci: Pierre Rigal e Loïc Celestin Luci e suono: Guillaume Redon Assistente del coreografo e costumista: Melanie Chartreux Drammaturgia: Taïcyr Fadel Produzione: Compagnie Onstap e Compagnie Derniere Minute - Pierre Rigal Coproduzione: SACD, Festival d'Avignon, ARCADI Île-de-France, Parc de la Villette (WIP)
Due corpi entrano in scena per affrontarsi in una battaglia tanto fisica quanto paradossale. Da una parte Pierre Cartonnet, specialista dell'acrobazia; dall'altra Hassan Razak, percussionista corporeo capace di trasformare il proprio corpo in uno strumento musicale. Nell'incontro tra le loro diverse abilità, Pierre Rigal costruisce una performance in cui danza, acrobazia, teatro fisico e ritmo si fondono in un gioco continuamente sospeso tra scontro e complicità. Colpi, prese, cadute, inseguimenti e improvvise esplosioni di energia mettono in discussione il confine tra realtà e finzione: è una vera lotta o una battaglia coreografica? È un gioco condiviso o una forma di violenza? Chi agisce e chi subisce? Le posizioni di vittima e aggressore si rovesciano continuamente, mentre la brutalita lascia spazio all'ironia e il conflitto si trasforma in una forma di relazione. Il suono nasce dal corpo stesso di Razak e dialoga con la musica originale di Julien Lepreux, accompagnando un confronto nel quale forza, ritmo e vulnerabilità diventano materia scenica. Nato nel 2013 al Festival d'Avignon, Bataille porta sul palco una riflessione sul potere, sul limite e sulla relazione con l'altro, senza mai rinunciare al gioco e allʼironia. Una battaglia senza vincitori, in cui il vero terreno dello scontro e il rapporto tra due corpi costretti, per affrontarsi, ad avere bisogno l'uno dell'altro. Presentato per la prima volta in Italia, Bataille arriva al pubblico italiano come una battaglia senza vincitori, in cui il vero terreno dello scontro e il rapporto tra due corpi costretti, per affrontarsi, ad avere bisogno lʼuno dellʼaltro.
Coreografia e Regia: Francesco Marilungo Musica: Vera Di Lecce, Danza: Barbara Novati, Roberta Racis, Alice Raffaelli, Francesca Linnea Ugolini Costumi: Lessico Familiare Musica e Vocal Coaching: Vera Di Lecce Luce e Spazio: Gianni Staropoli Direzione Tecnica Gianluca Sacco Foto e Video Luca Del Pia Produzione: Korper | Centro Nazionale di Produzione della Danza Coproduzione SNAPORAZVEREIN, IRA Institute con il sostegno di ResiDance - azione del Network Anticorpi XL con il sostegno di Cross Festival, Fondazione Egri Centro di Rilevante interesse per la Danza e Primavera dei Teatri Castrovillari con il contributo di Marosi Festival, Teatro delle Moire, Centro Coreografico Nazionale Aterballetto
Progetto vincitore del Premio CollaborAction - Network Anticorpi XL
Un rito moderno, una danza ipnotica che libera energie primordiali e risveglia consapevolezze sopite. Un invito a danzare fino alla soglia del sé, dove il corpo diventa tempio di trasformazione. Nei mesi invernali quando la luna è piena o quasi, può capitare che la sua luce venga rifratta dai cristalli di ghiaccio presenti nelle alte nubi della troposfera generando così un alone di luce attorno al satellite. A volte si possono manifestare anche due piccoli archi luminosi ai lati, figure speculari con la classica scala di colori dell'arcobaleno comunemente chiamati 'cani lunari'. La luna occupa da sempre uno spazio importante nelle credenze popolari e nella magia. In "Storia Notturna" Carlo Ginzburg rivela una stretta connessione fra le pratiche magiche e i culti estatici femminili rivolti a una dea notturna dai molti nomi spesso identificata con Diana. Culti che sembrano derivare da un remoto sostrato euroasiatico e in cui ricorrono temi sciamanici come l'estasi, il volo magico e la metamorfosi in animale. Da questa suggestione nasce Cani Lunari. Una riflessione coreografica su una figura da sempre marginale nella società ma che continua a riproporsi con tratti comuni e uniformità - quella della strega, della guaritrice. I costumi, ispirati alle testimonianze delle presunte streghe nei processi storici, sono abiti bianchi ricamati, richiamando le misteriose "bone dominae", spiriti femminili della tradizione popolare. La coreografia e accompagnata dalla musica di Vera Di Lecce, che fonde registrazioni sul campo, suoni elettronici e formule rituali, creando una dimensione sonora sospesa tra il naturale e il soprannaturale. In questo fluire magico, la creazione musicale si intreccia profondamente con il lavoro coreografico e con la visione filosofico-antropologica del progetto, generando un campo rituale in cui il femminile si manifesta come emblema di un sapere potente e come forza ancestrale, vitale e sovversiva.
(Viale Regina Margherita, 33, 09125 Cagliari CA, Italia)
Orari di apertura
30-10-2026
venerdì dalle 21:00
Prezzi
Intero
€ 10.00
Ridotto
€ 6.00
Sab 31 ottobre h 21| Sa Manifattura
Lost Movement | musicALL |Thriller edition LAB
di Nicolò Abbattista e Christian Consalvo con Alessandro Bonacina, Arianna Cunsolo, Enrico Luly, Francesca Lastella, Nicoletta Bellazzi rielaborazioni musicali: Filippo Ripamonti costumi: Mariantonietta Gattulli, Alice Musso Produzione Lost Movement coproduzione FLIC - Festival Lanciano In Contemporanea, Centro ArteMente e Radic'Arte con il patrocinio di Fondazione Cariplo con il supporto di TRAC_Centro di Residenza Teatrale Pugliese
Per il FIND 44 in collaborazione con Centro Danza Tatjana, Choreia Centro Danza, CSD Arabesque, Forma Karalis, Leoncino DAS Dance Art Studios
"Questo è il nostro tempo per danzare. Questo è il nostro modo per festeggiare la vita. Così è stato nel principio. Così è stato sempre e così deve essere adesso."
musicALL è un progetto di danza urbana concepito per coinvolgere diverse tipologie di comunità. La performance è partecipativa: lo spettatore è invitato a diventare parte attiva dell'azione. Secondo capitolo della ricerca della Compagnia Lost Movement dopo dancehALL, musicALL approfondisce il ballo come pratica sociale e rituale contemporaneo, interrogandosi su come l'immaginario pop e cinematografico abbia costruito e plasmato il nostro modo di percepire il corpo che danza. La performance prende avvio dall'immaginario del cinema musicale, attraversando cinque film che hanno segnato in modo indelebile la storia: Fame, Flashdance, Dirty Dancing, Footloose e Saturday Night Fever. Ciascuno diventa un campo d'indagine tra corpo, società e gesto. Attraverso la scomposizione, la deformazione e la ripetizione di questi immaginari, musicALL trasforma lo spazio urbano in un luogo di festa, ribellione e liberazione.
Ivonne Bello, Luca di Bartolo (Venezuela/Sardegna) | Inner_2.0 Video-danza + Performance Live Coreografia e Danza: Ivonne Bello Regia video: Luca Di Bartolo Musiche: Mobygratis - Name The Place / Ana Realizzato presso e in collaborazione con: Parco Museo Genna Maria, Villanovaforru
Inner 2.0_ nasce dal progetto video Inner_, sviluppato dall'incontro tra danza e archeologia, tra il corpo e uno spazio capace di custodire il tempo. Il progetto esplora il rapporto tra il movimento e gli antichi spazi del Parco Museo Genna Maria. Le mura nuragiche, la natura e il paesaggio diventano parte della creazione, in un continuo passaggio tra interno ed esterno, passato e presente, corpo e ambiente. Con Inner 2.0_ questa ricerca arriva sulla scena e si trasforma in una performance dal vivo in cui la danza dialoga con la proiezione video. Il corpo e l'immagine si incontrano e si completano, creando un unico spazio scenico.
di Gruppo Ibrido Regia: Cinzia Pietribiasi Coreografia: Davide Tagliavini Con: Cinzia Pietribiasi, Davide Tagliavini Produzione Compagnia Artemis Danza Con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna - Assessorato alla Cultura
Progetto vincitore di CollaborAction kids - azione del Network Anticorpi XL
Nel 1937, durante il tentativo di compiere il giro del mondo in aereo, la pilota americana Amelia Earhart scompare tra le onde dell'Oceano Pacifico. Da allora di lei non si ebbero più tracce, e la sua sparizione rimane ancora un mistero. Decenni dopo, nel 2026, in un mondo dominato da leggi oppressive e da un governo autoritario, vive Walt, un giovane formato all'obbedienza e all'accettazione silenziosa delle regole. La sua esistenza scorre in un universo controllato da intelligenze artificiali e divieti, dove la libertà di pensiero - e persino l'idea di volare - è stata cancellata. Una vita piatta, monotona e controllata. In questo silenzio uniforme, Walt vive seguendo le regole come tutti gli altri, ma un giorno, durante un esperimento con le onde radio, capta un segnale insolito: una voce lontana, una richiesta di aiuto che arriva da un’altra epoca. È la voce di Amelia, che riuscendo a superare le barriere imposte dal regime e dal tempo stesso, cerca aiuto. La pilota non vuole solo essere ascoltata: vuole essere ricordata. Da questa connessione inizia un viaggio che porterà Walt a scoprire l’incredibile arte di volare unita alla forza dell’immaginazione.
FIND RAGAZZI - Ven 9 ottobre h 10:30| Giardino Giuseppe e Vittorino Fiori
Il Crogiuolo (Sardegna)| Diario di un triceratopo
Di Alessandro Redegoso Con Annalisa Serri, Alessio Arippa, Alessandro Redegoso.
Reginaldo e un vecchio e pacifico tirannosauro che va in giro per il mondo a raccontare storie. Questa volta ne raccontera una più difficile delle altre: il suo passato da bullo. Quando Reginaldo andava a scuola tutti lo chiamavano Rex: era sbruffone e superficiale, e ogni giorno si divertiva a prendere in giro pesantemente la sua compagna Trix, una timida - ma tanto creativa - ragazza triceratopo. Il vecchio Reginaldo decide di raccontare quanto la vita di Trix sia stata difficile per colpa sua. Con l'aiuto di due attori fa rivivere in scena quei suoi giorni da bullo, così da evitare che altri commettano i suoi stessi errori.
di Alessandro Redegoso Regia: Federico Giaime Nonnis Interpreti: Alessio Arippa e Alessandro Redegoso
In un campetto da basket di periferia, uno di quelli in cui i ragazzini passano le ore e crescono insieme, Michele, che non e tanto bravo nella sua amata pallacanestro, fatica a integrarsi e a trovare qualcuno con cui giocare. Un giorno però arriva sulla Terra - proprio su quel campetto - un giovane e buffo alieno: la sua missione è raccogliere informazioni sul nostro pianeta. I due protagonisti si incontrano e Michele, così poco abituato a sentirsi importante, racconta al suo nuovo amico il mondo per come lo vorrebbe lui, e l'alieno, non conoscendo le bugie, crede a tutto ciò che il ragazzino gli dice. Il campo da basket diventa un piccolo mondo in cui si alternano storie e personaggi bizzarri, ma soprattutto diventa il luogo in cui la diversità permette di conoscersi più a fondo e di trovare il coraggio di essere se stessi, e quindi di crescere grazie anche agli amici.
FIND RAGAZZI - Mer 21 ottobre h 10:30 | Teatro Adriano
Movimentoinactor Con.Cor.D.A. (Toscana) | La Fabbrica di Cioccolato
Regia e coreografia: Flavia Bucciero Musicisti: Niccolò Buscemi (pianoforte), arrangiamenti, Salvatore Dell'Isola (clarinetto) Interpretazione e canto: Aurora Cosimi Loffredo, Francesco Pelosini Danza Camilla Esposito Fotografie: Antonella Limotta
Lo spettacolo si ispira al romanzo dell'autore inglese Roald Dahl che racconta le avventure del giovane e umile Charlie Bucket che per caso riesce a conquistare uno dei cinque biglietti d'oro, nascosto in una tavoletta di cioccolato. Potrà così visitare la favolosa e segretissima fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, assieme al vecchio nonno. Ultimo rimasto, fra i cinque bambini che partecipano alla visita, sarà il prescelto per essere l'erede della meravigliosa e fantastica Fabbrica.
FIND RAGAZZI - Ven 23 ottobre h 10:30 | Teatro Adriano
Balletto di Sardegna | Perseo e Medusa
Ideazione, regia e costumi: Senio G. B. Dattena Coreografia: Cristina Locci Interpreti: Senio G.B. Dattena, Luana Maoddi, Luca Mameli, Martina Spiga. Scenografie e oggetti di scena: Uwe Endler Realizzazione costumi: Stefania Dessì con le allieve della IVªA dell'Istituto Professionale per i Servizi Sociali Sandro Pertini (Cagliari) Elaborazioni musicali: Diego Soddu Produzione ASMED-Balletto di Sardegna, 2018. Con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna
Tra gli innumerevoli racconti della mitologia greca, quello di Perseo è sicuramente uno dei più avventurosi. La struttura del racconto è quella delle fiabe classiche. Abbiamo l'eroe (Perseo), il cattivo (il re Polidette), la fanciulla da salvare (in questo caso sua madre Danae e Andromeda), le prove da superare (tagliare la testa della gorgone Medusa e uccidere il mostro marino che vuol fare un sol boccone di Andromeda) e l'intervento magico (Atena ed Ermes). Perseo e Medusa ha in se tutte le caratteristiche della fiaba classica, nonche l'insegnamento, elemento imprescindibile, che valorizza il coraggio, la dedizione, l'amore per il bene. Il lieto fine annunciato è il giusto coronamento di un' impresa pericolosa ma compiuta all'insegna della giustizia e dell'amore. Se poi aiutiamo il coraggio con un pizzico di fortuna e ancora meglio, e avere dalla propria parte Atena ed Ermes è ben più di un pizzico di fortuna! Nella storia di Perseo confluiscono una serie di miti che rendono il racconto assai articolato e spettacolare: Danae, Medusa, Pegaso, Cassiopea, il mito di Perseo è il punto d'incontro di una serie di miti, alcuni esauriscono con lui la loro storia, altri la iniziano.